Slideshow image

Museo di Economia Aziendale

Una storia di carta nella terra di Giovanni Battista Donato, da Fibonacci a Gianni Agnelli

A cura di: Patrizio Manoni
Portogruaro 2006


Introduzione al volume dell'autore Patrizio Manoni

II Museo di Economia Aziendale, ospitato dall'ISIS "G. Luzzatto", nasce dall'esigenza di rendere fruibile, attraverso un'esposizione permanente, la raccolta di documenti commerciali e finanziari d'epoca donata alla scuola e depositata per la consultazione nella biblioteca scolastica.
Appare perciò evidente come, sia per il tipo di materiale custodito, che per l'ubicazione stessa della sede, esso sia strettamente legato alla vita scolastica e culturale dell'Istituto.
Il Museo si costituisce nel 2000, grazie alla felice collaborazione fra il suo curatore, docente di Economia Aziendale, e il dirigente scolastico prof. Ariego Rizzetto.
Il materiale custodito appartiene alla storia della vita aziendale, offrendo un percorso che attraversa l'economia, il commercio e le realtà produttive di Portogruaro, documentato da 600 anni di lavoro dei computisti, dei contabili e dei ragionieri. Sono stati proprio loro a raccontarci i fatti aziendali attraverso la redazione delle scritture in partita doppia, la compilazioni di documenti commerciali e finanziari, la sottoscrizione di titoli di credito.
Un impiegato famoso nel territorio è Giovanni Battista Donato, "doanier" nel 1565, al Fondaco del Commercio di Portogruaro. Ricordato come contabile, viene annoverato fra gli scrittori minori. Tra una operazione computistica e un'altra, il Donato trova il tempo di dedicare un sonetto al suo superiore, Tomaso Tomason, responsabile del Fondaco. Lo stesso, sessantenne, ha inoltre l'impiego di "cameraro" (impiegato alla camera dei pegni) nell'Abbazia di Sesto al Reghena.
Il nucleo principale della raccolta è costituito da documenti cartacei: vecchie fatture, ricevute, lettere di cambio, cambiali, assegni, titoli del debito pubblico, azioni e obbligazioni fuori corso, antiche monete e banconote, polizze di carico e di assicurazione, autografi di imprenditori famosi. È esposta, inoltre, una serie di oggetti che hanno caratterizzato il commercio e l'attività del ragioniere: materiale d'ufficio, strumenti per scrivere, macchine calcolatrici, registratori di cassa, pressa copia-fattura e piccoli forzieri porta-valori. A fotografare questo mondo nella sua vita reale o nella critica e nella satira sono le incisioni e le stampe dal Cinquecento all'Ottocento.
I documenti di cui dispone il Museo sono migliaia, ma solo trecento sono esposti, in varie sezioni, in forma tematica, secondo un itinerario, basato soprattutto sui documenti commerciali e finanziari, che sviluppa il suo percorso con continui riferimenti al territorio di Portogruaro.

Patrizio Manoni